(Hardebran, TwoFatMan)
Chi non ha mai fatto un po’ di sano headbanging con almeno 1 pezzo stile hardcore-metal scagli la prima pietra! Heheheh è così che apro la recensione di questo ottimo gruppo toscano autore di un articolato e non sempre scontato hardcore a tratti riconducibile addirittura alla vecchia corrente hardcore dei Pantera di “Vulgar…” o “Cowboys…”, oppure a realtà più attuali come gli Hatesphere o i Caliban per esempio, capolavori intoccabili direte voi, eppure tutt’oggi fra le influenze di diverse band nazionali e mondiali. Ottimo mix di violenza, tecnica e melodia a tratti incanalata nella ricerca dell’impatto forte e diversificato sull’ascoltatore, che, già dalla prima traccia “Tag your bones…” si vede impattare un muro sonoro di elevata caratura dritto sui denti, e lo strano di tutto ciò è che è piacevole!!! Non manca niente di cui possa necessitare un cultore del genere, melodie accattivanti in “Disappear” (a mio avviso ottimo pezzo per un singolo), groove mostruosi con “Bullshit handbook” e “I don’t tolerate who’s not tolerant”, sfuriate metal in “Seized by the neck” e “Surf diesel” (quest’ultima molto strana e particolare), e per finire un ottimo pezzo più sofferto e meditato come la bonus track “VI”, strumentale con tratti lenti e melodrammatici solisti (finalmente una linea solistica molto rara nelle altre song!!!) alternati a tratti più decisi ma cmq sempre introspettivi, mai eccessivamente violenti.
Ottimo anche l’artwork e il booklet del cd, molto curati e ben ideati con ottima grafica, rimanendo sempre sul “dark oriented” style, come ci si aspetta da una band che fa della musica estrema una filosofia di composizione.
Per quanto riguarda suoni e registrazione non posso che lodare come sempre i lavori del Gabry dei Fear Studio che ha sempre ottimamente prodotto i suoi lavori, un piccolo appunto solo per i suoni di basso non sempre presente in ogni passaggio, così come la voce di Vitto potrebbe essere stata messa un pochino più in luce rispetto a due chitarre (suonate da Cance e Robe) grossissime e sempre presenti, diciamo che risultano un buon 70% del tappeto sonoro steso dai Kiju su questo lavoro. Ma d’altronde noi siamo assetati di riff claustrofobici pesantissimi e stoppati da farci vibrare le interiora vero?? E i Kiju accontentano… speriamo anche dal vivo!
Voto: 8,5/10
Contatti: www.kiju.it